Femmine contro maschi di Fausto Brizzi: la recensione

Lotta fra i sessi atto secondo

Il progetto Brizzi continua. Al centro della vicenda quattro storie di coppia che si fondono e si accavallano al precedente episodio Maschi contro femmine (2010).

Marcello (Claudio Bisio) preoccupato dalla salute precaria della madre finge di essere ancora sposato con la moglie Elena (Nancy Brilli), Rocco (Ficarra) e Michele (Picone) mentono costantemente alle proprie compagne per continuare a vivere il proprio sogno di cover band dei Beatles e Piero (Emilio Solfrizzi) dopo uno sfortunato incidente perde la memoria e viene “riformattato” (il recondito desiderio di qualsiasi donna) dalla moglie Anna (Luciana Littizzetto).

Il tema (le incomprensioni e le divergenze enormi tra gli uomini e le donne) viene trattato nuovamente in modo superficiale e il tono mantenuto per l’intera pellicola è volutamente leggero. Difatti Femmine contro maschi (2011) rimane sospeso in un perenne equilibrio precario. Il confronto con la precedente opera è scontato, se non d’obbligo, e Femmine contro Maschi ne esce miseramente perdente.

Se nel primo film la parte dell’istrione viene consegnata in toto a Fabio De Luigi (che riesce a sostenere l’oneroso compito), nella seconda parte del kolossal del luogo comune e degli stereotipi della vita di coppia, l’incarico viene dato al duo comico Ficarra e Picone e, purtroppo, in due non riescono a strappare neanche un accenno di sorriso.

Brizzi costruisce il film nello stesso modo, rimanendo fedele ad uno stile registico privo di mordente e poco accattivante. Inoltre, come se non bastasse, le interpretazioni da parte degli attori risultano piatte e monocorde, soprattutto quella di Wilma de Angelis che incarna una nonna svampita (ma non troppo), che si accasa dal figlio fingendo un attacco di cuore fulmineo. La commedia è banale e scontata e naturalmente non può mancare il consueto elemento drammatico (marchio di fabbrica del regista romano), rappresentazione della classica commistione di genere che caratterizza la commedia italiana contemporanea.

Le ambientazioni si somigliano tutte e il cittadino disegnato dagli sceneggiatori non si discosta mai dal medio-borghese, dimensione ormai in minoranza nei confronti della classe dominante nazionale. Il successo di Notte prima degli esami (2006) ha dato alla testa a Brizzi, che ha sfornato in questi ultimi anni blockbuster che si sono progressivamente livellati verso il basso, specchio trasparente della domanda di semplici e puri film d’intrattenimento da parte della produzione nazionale.

Il regista non sapendo più che pesci pigliare, si auto-cita (il professor Martinelli è sempre un perfido insegnante, ma di latino) e fa citare a uno dei suoi personaggi riferimenti a pellicole di successo girate in precedenza – non può essere sfuggito Bisio che nomina il paese di Castellabate, luogo in cui si svolge la vicenda del fortunatissimo Benvenuti al Sud (2010) – ; le citazioni in questione sono funzionali alla creazione di un circolo, vizioso, di affiliazione da parte dello spettatore, ormai sempre più carnefice o dispensatore di grazia del cinema nostrano.

Uscita al cinema: 4 febbraio 2011

Voto: *

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