Qualunquemente di Giulio Manfredonia: la recensione

Ritratto “desolantemente” della politica di paese

Antonio Albanese trasferisce banchetto e microfono direttamente al cinema. Personaggio tormentone della tv, Cetto La Qualunque viene scelto per candidarsi a sindaco nel suo piccolo paese calabrese, Marina di Sopra.

Facendosi spazio tra giochi di parole e un’accennata inclinazione calabrese, il comico televisivo disegna un ritratto desolante e quanto mai veritiero. Spalleggiato dai suoi amici criminali, l’aspirante primo cittadino si fa beffe dell’avversario e delle regole del buon costume. Solo nel momento in cui farà capolino il consulente pugliese, milanese d’adozione, Gerry Salerno (Sergio Rubini), cercherà di smorzare i suoi atteggiamenti, senza riuscirci davvero fino in fondo,  per cercare di vincere.

Promesse assurde di lavori e di donne disinibite “a chili”, campeggiano sui manifesti delle elezioni e nella sceneggiatura (costantemente fedele al tema trattato) scritta a quattro mani da Albanese e Guerrera. Perfettamente inserito in una dimensione politica italiana critica, l’istrionico attore è il vero motore della pellicola e il suo personaggio si dimostra fiero e perfettamente consapevole delle sue manovre illegali (rifiutando, ad esempio, il pagamento delle tasse, accomunandolo ad un infezione virale mortale).

Il film è una denuncia a tutto tondo, ma invece di spingere sul lato drammatico della vicenda, Albanese cerca di esibire il fianco comico della “tragica” situazione politica di provincia. Tuttavia spinge un po’ troppo l’acceleratore sul lato ironico del contesto, nel quale si inserisce l’imprenditore menefreghista e privo di remore La Qualunque. Il “cattivo” vince su tutta la linea e il successo è completo, essendo portato in trionfo come un eroe dalla gente che ha corrotto con buoni benzina e che ha cercato di convincere facendo un comizio direttamente dall’ambone della chiesa.

Si ride (a volte) ma è una risata isterica, causata dall’ostentazione di un microcosmo (che assomiglia e si avvicina pericolosamente alla realtà dell’Italia tutta) forse un po’ troppo iperrealistico; una super-realtà che esiste, probabilmente, ma che sicuramente non è così sbandierata ai quattro venti. In questa situazione di crisi, Qualunquemente (2011) allarga, inconsapevolmente, la riflessione dalla dimensione provinciale a quella nazionale, che spaventa e inorridisce decisamente di più.

Uscita al cinema: 21 gennaio 2011

Voto: ***

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