Benvenuti al Sud di Luca Miniero: la recensione

La Francia ci aiuta a prenderci in giro

Remake fedele (anche troppo) in salsa italica dell’acclamata commedia francese Giù al Nord (Bienvenue chez les Ch’tis, 2007), Benvenuti al Sud (2010) è il successo inaspettato del box-office nazionale.

La pellicola racconta la storia di Alberto, ambizioso impiegato delle poste di Usmate, che pur di essere trasferito a Milano si finge disabile. Scoperto il trucco viene punito e trasferito in un paesino del Sud Italia in provincia di Napoli.

Stereotipi classici e pregiudizi nordisti condiscono la riscrittura (se di re-script si può davvero parlare) di Gaudioso, che estrapola i concetti del film francese di Dany Boon (che partecipa con una velocissima apparizione) e li trapianta nella dimensione italiana, che storicamente si sorregge sui preconcetti nei confronti dell’Italia sotto il Po.

La pellicola vive di invettive divertenti, destinate esclusivamente al duo comico Bisio-Siani, ma presenta un apparato buonista e di facile lettura. Contraddistinto da punte di autoironia e razzismo leghista, il Nord, rappresentato dalla irrinunciabile nebbiolina e da un’adorazione spasmodica per il gorgonzola, perde in partenza dal punto di vista paesaggistico. Castellabbate invece si contraddistingue per i colori caldi e solari e si trova in un’insenatura baciata dal mare. Inoltre è un luogo di pace e tranquillità, dove tutti si conoscono e fanno a gara di favori. Il personaggio interpretato da Bisio trova delle difficoltà (la lingua, la paura di essere borseggiato), ma ben presto si adegua alla nuova realtà lavorativa.

Il film di Miniero cancella con una passata di mano troppo vigorosa tutti i luoghi comuni, in questo caso, lombardi e si sostiene in modo energico sulle situazioni comiche. Purtroppo sono tutte (o quasi) imputabili alla pellicola francese e la sensazione è quella di rivedere, per filo e per segno, qualcosa di già visto. Le possibilità di rendere la pellicola “diversamente” divertente, ci potrebbero essere, ma Gaudioso non ne fa uso. Il format è vincente e forse con qualche novità poteva centrare il bersaglio pieno. Ora si attende il seguito, Benvenuti al nord (2012) e perseverare sarebbe decisamente diabolico.

Uscita al cinema: 1 ottobre 2010

Voto: **1/2

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