Che bella giornata di Gennaro Nunziante: la recensione

Raggi di sole in una giornata nuvolosa

Checco Zalone è tornato. Secondo lungometraggio del cantautore-comico di Zelig, che dopo aver sbancato a sorpresa il botteghino la stagione passata, si presenta alla prova del nove con Che bella giornata (2011).

Rampante e inadatto bodyguard, Checco (Luca Medici), grazie a raccomandazioni familiari riesce ad ambire al rinomato ruolo di difensore della Madonnina del Duomo di Milano. Preso di mira per la sua goffaggine dalla giovane terrorista Farah (Nabiha Akkari) inanellerà gag a ripetizione.

Zalone, prodotto nazionalpopolare televisivo, riesce a ripetersi al box office – anzi supera di gran lunga le aspettative – pur distaccandosi in modo netto dalla comicità canterina che aveva pervaso il precedente film Cado dalle nubi (2009). Pur mantenendo lo stile scanzonato e zeppo di doppi sensi (talvolta neanche troppo doppi), non annoia ancora, conservando la stessa mimica facciale e la sbadataggine che lo hanno reso famoso sul piccolo schermo; unico elemento di novità è l’elegante doppio petto che sostituisce l’inguardabile maglietta rosa shocking.

Il film è ambientato nuovamente a Milano e ripropone il ping-pong con la natia Puglia, grazie alla quale riesce in modo ironico a criticare velatamente il sistema di raccomandazioni e favori, da cui il Sud Italia è invaso. Accompagnato in questa nuova avventura dal giovane Luigi Luciano, co-protagonista insieme a Maccio Capatonda dei fake trailer (promossi e mostrati dalla premiata ditta Gialappa’s Band) e da cammei eccellenti (Rocco Papaleo e Tullio Solenghi), Zalone riesce nell’intento di far sorridere nella maggior parte dei casi e di far sbellicare dalle risate in poche occasioni. Forse perché le situazioni proposte si rivelano ripetitive, scontate e i giochi di parole e gli interminabili errori grammaticali alla lunga stancano anche i più irriducibili.

Aldo, Giovanni e Giacomo insegnano: al terzo film per svoltare bisogna proporre qualcosa di nuovo. Non è obbligatorio ricalcare i numerosi clichè televisivi che riempiono fino all’orlo il bagaglio che ci si porta appresso. Pubblico e botteghino aspettano Checco al varco.

Uscita al cinema: 5 gennaio 2011

Voto: **1/2

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