Rapunzel – L’intreccio della torre di Nathan Greno e Byron Howard: la recensione

Divertimento e musica: la ricetta perfetta della Disney

Favola e musica si intrecciano nell’ultimo film Disney, Rapunzel: L’intreccio della torre (Tangled, 2010).

Rapita e imprigionata in una torre da bambina a causa della sua capigliatura magica, Rapunzel, all’alba del suo diciottesimo anno, ha il forte desiderio di lasciare la torre per vedere delle lanterne che si librano nel cielo il giorno del suo compleanno. Grazie all’aiuto di Flynn Rider, ladro ricercato e in fuga, conquisterà la libertà.

Ritorno alle origini per la produzione Disney; canzoni e balletti sono puntellati in modo regolare nella sceneggiatura scritta da Fogelman, che vede protagonista l’adolescente Rapunzel. L’impostazione classica, che ricorda le opere più famose disegnate del vecchio Walt, fa capolino all’interno di Rapunzel: L’intreccio della torre ed è facilmente riconoscibile: l’aspetto musicale che contraddistingue il film, una principessa rinchiusa e il suo conseguente invaghimento nei confronti di un ladro dal cuore d’oro. Inoltre si può facilmente riconoscere un’antagonista femminile (in scuro e in contrasto cromatico con la protagonista), che ricorda la strega di Biancaneve e i sette nani (Snow White and the Seven Dwarfs, 1937).

Decisiva è la scelta di rivolgersi a un pubblico più ristretto (i più piccoli), recuperando una dimensione bambinesca grazie ad un disegno più rotondo e un’ambientazione luminosa. Quindi si può notare una decisa inversione di marcia da parte di un’animazione che ha cercato in modo sempre più insistente di abbracciare un pubblico più vasto, destinando buona parte dell’apparato comico ad un pubblico adulto. Inoltre la scelta di raccontare la storia di un adolescente/bambina che ha un attaccamento viscerale nei confronti della madre rende più facile l’identificazione a un universo sociale che vive questa dimensione.

Eroina scanzonata, piena di dubbi e idiosincrasie, Rapunzel affronta in modo autentico e passionale la libertà riconquistata; è la figura centrale, tutto gira intorno a lei (gli stessi protagonisti di contorno la sorreggono ma non la aiutano), rappresentazione autentica di un’adolescente alle prime esperienze emozionali. Gli elementi puramente spassosi in Rapunzel: L’intreccio della torre vengono attribuiti, totalmente, ai comportamenti antropomorfi dei due animali che costantemente appaiono all’interno della pellicola: il camaleonte e il cavallo.

La Disney riscopre le fiabe e con l’aiuto del guru Pixar John Lasseter realizza un film per famiglie, spensierato e distensivo, che permette ai bambini di tornare a casa canticchiando i motivi orecchiabili contenuti nella pellicola.

Uscita al cinema: 26 novembre 2010

Voto: ***1/2

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