Boris – Il film di Giacomo Ciapparico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo: la recensione

E dai, dai, dai

Boris sbarca al cinema. La famosa serie televisiva, trasmessa dal canale satellitare Fox, arriva sul grande schermo cinematografico con l’intero cast di tutte e tre le stagioni.

Renee Ferretti (Francesco Pannofino), dopo aver lasciato il set del prodotto televisivo su Wojtyla, cade in una profonda depressione. Prova a rilanciare la sua carriera cercando di girare un film di qualità per il cinema.

I tre autori (Vendruscolo, Ciarrapico e Torre) si concentrano soprattutto sulla dimostrazione che l’ambiente cinematografico, con tutti i suoi compromessi e le sue prime donne, è anche peggio di una televisione che non si preoccupa della qualità ma solo della quantità. Numerose sono le gag dissacranti, con protagonista l’intero cast artistico e tecnico, che rimandano direttamente alla serie televisiva, con il forte rischio di isolare una larga fetta di pubblico non appassionata alle vicende mostrate sul piccolo schermo.

Poca attenzione viene sicuramente data al sottotesto, in realtà fondamentale, di cui è permeato Boris – il film (2011): più ancora di quanto appaia nella serie tv, i personaggi vengono divisi in categorie lavorative, simili a caste e facilmente rappresentabili in modo piramidale. Centrale è sicuramente il servilismo, al limite dello strisciante, nei confronti del potente, una figura mistica mai mostrata in volto ma di cui si sente la presenza ingombrante e pressante. Di conseguenza gli interpreti di contorno vengono costantemente apostrofati con epiteti maligni, sottoposti a uno schiavismo da campi di cotone e continuamente denigrati e vessati fisicamente.

I tre registi estremizzano i personaggi, che diventano macchiette: i tre sceneggiatori (auto rappresentazione ironica di Vendruscolo, Ciarrapico e Torre) si limitano sempre di più nel loro lavoro, avendo addirittura a loro disposizione delle “seppioline”, il divo televisivo (Pietro Sermonti) infesta il set con le sue apparizioni, in cerca anche solo di un piccolo primo piano e la “cagna maledetta” (Carolina Crescentini) è sempre più svampita e  incapace di recitare anche la più semplice delle battute.

Il film diretto da Renee scivola sempre di più nel calderone della mediocrità; il progetto “alla Gomorra”, pensato inizialmente, si tramuta in una parodia cinica del più classico dei cinepanettoni. Interessante la scena conclusiva (un “tableaux vivant” del cast al completo) che riporta ad una sorta di dimensione onirica, che può portare lo spettatore a pensare che sia stato, tutto, solo un brutto sogno.

Uscita al cinema: 1 aprile 2011

Voto: ***

Annunci

Un pensiero su “Boris – Il film di Giacomo Ciapparico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo: la recensione

  1. Pingback: Recensione: Boris -Il Film | www.overnewsmagazine.com

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...