Immaturi di Paolo Genovese: la recensione

Maturità: l’incubo ritorna

Scritta e diretta da Paolo Genovese, Immaturi (2010) è una commedia frizzante che utilizza come tema centrale l’incubo per antonomasia: l’esame di maturità.

A causa di un professore spacciatosi per laureato, un gruppo di quarantenni si ritrova a dover ridare la maturità. Ritrovandosi dopo vent’anni, si porteranno dietro problemi esistenziali che diverranno materie di confronto e di riavvicinamento.

Il ritorno allo studio (forzato) è la miccia che permette alla pellicola di Genovese di spiccare il volo; infatti se l’esame da rifare è il contorno del film, il piatto principale è il ritorno a un’adolescenza persa con la fine della scuola. Dischi anni Ottanta, risate malinconiche e vecchi amori sono i veri protagonisti del soggetto di Genovese. Nell’arco degli anni si sono realizzati progetti e ambizioni, oppure sono stati obbligatoriamente accantonati a causa della carriera o della nascita di un figlio. Il regista dirige un cast ben affiatato che mostra un excursus di casi esistenziali decisamente vario: il mammone convinto (Memphis), lo psichiatra con la paura del cambiamento a causa di una gravidanza (Bova), la cuoca con problemi di dipendenza sessuale (Angiolini), la mamma single in carriera (Bobulova) e il radiofonico che si finge sposato per ottenere spazio vitale dalla sua ragazza (Bizzarri). Persone adulte che sono cresciute nell’età, ma che non riescono ad affrontare i propri problemi in modo maturo, rifugiandosi in scuse labili e prive di fondamento. Immaturi incalliti che ricordano la propria gioventù e ne ripetono le gesta, un po’ per sentirsi nuovamente giovani e un po’ per gioco.

L’esame di maturità che li tiene sui libri (e non), li aiuta a giudicare e risolvere i propri problemi in modo lucido. Affrontando in modo leggero i dubbi e le incertezze, il regista rende la pellicola più spensierata e la trasforma in un simpatico revival (con tanto di recitazione a memoria dell’appello) dei tempi che furono. Il regista di La banda dei Babbi Natale dirige una vicenda semplice, che non si ingarbuglia ma che si scioglie in modo distensivo fino alla conclusione, contrappuntandosi di situazioni divertenti e mai scontate che permettono a Immaturi di essere una commedia intelligente e frizzante che non lascia nulla al caso.

Ben scritta e ben supportata da una convincente interpretazione da parte di tutto il cast, la pellicola di Genovese aiuta a crescere, ma non elimina i legami affettivi che hanno i protagonisti, anzi li rafforza e li veicola come importante strumento di appoggio e di aiuto per affrontare i problemi di tutti i giorni.

Uscita al cinema: 21 gennaio 2011

Voto: ***

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